Archive for the Categoria 'PARLIAMO DI FOTOGRAFIA'

Mostra 70 anni MAGNUM Photos 2018

70 anni MAGNUM Photos 1947-2017

Ara Pacis Roma 7 febbraio 3 giugno 2017

Un viaggio nella storia dell’umanità attraverso gli occhi dei fotografi della MAGNUM.
Universalità e ricerca dell’uguaglianza 1947-1968.
Universalità e ricerca della dissomiglianza 1969-1989.
Universalità e ricerca di ciò che sta per scomparire 1990-2017.
Fotografie e parole, un connubio perfetto che ci porta a percorrere un viaggio durato 70 anni, il viaggio dell’umanità visto attraverso gli occhi dei fotografi della MAGNUM. Vengono contestualizzati i lavori di ogni fotografo. La storia della MAGNUM è in qualche modo è la storia della fotografia.

 

PENSIERI: Dove vivono i sogni

“DOVE VIVONO I MIEI SOGNI” è il titolo di una seri di fotografie di Daniele Cametti Aspri. Fotografie scattate intorno a casa sua all’imbrunire, quando il cielo assume un colore terzo, il blu cobalto in tutte le sue sfumature. Giriamo, giriamo, giriamo … sempre alla ricerca di qualcosa chissà dove … e poi basta affacciarsi alla finestra della propria casa e scopriamo un mondo.

Il mio mondo, solo mio che nessun altro può vedere se non attraverso i miei occhi. Ho due mondi diversi, uno chiuso e uno aperto.

Il mondo chiuso non è bello fuori, ma il fuori cerca di entrare attraverso la luce.

Il mondo aperto è sempre in evoluzione, la luce accende il paesaggio come in un televisore. Non è mai lo stesso.

 

PENSIERI: HOP kmZero

RAW RomArtWeek 2017

HOP HouseOfPhotography, la casa della fotografia. Una casa abitata quotidianamente, vissuta anche come sede lavorativa, ieri ha aperto le sue porte ed ho approfittato per vedere un altro punto di vista.

Sono entrata in punta di piedi, non volevo disturbare il luogo privato, anche se in quel momento era diventato pubblico. L’esposizione, allestita un giro per la casa, soggiorno e camere da letto, lungo le scale. Pareti color grigio medio per dare risalto alle fotografie stampate e incorniciate in maniera impeccabile. Immagini che vediamo tutti i giorni ma che non  guardiamo più per abitudine, qui diventano magiche. Il tutto circondato dagli oggetti fuori dal comune della casa.

Appesa alla parete esterna della casa una fotografia stampata su alluminio ha attirato la mia attenzione (non faceva parte della mostra ma della casa). In un primo momento ho pensato fosse una scultura, poi ho notato una figura e ho capito che era una fotografia. Raffigura il mare con un bagnante ripresi dall’alto. L’increspatura dell’acqua è bellissima. La fotografia, illuminata dalla luce che proveniva dalla casa e dai lampioni della strada era quella giusta.

“ Siamo piccoli piccoli ma animati da tanta passione ed amore che vi contageremo tutti.” Hanno scritto per invitarci … sarete pure piccoli piccoli ma siete veramente contagiosi. Grazie per l’ospitalità.

 

PENSIERI: LA FOTOGRAFIA DIGITALE

LA FOTOGRAFIA DIGITALE

Ho ritrovato un libro del 1986 “come si diventa fotografo”. Già allora si parlava di cambiamenti, dai sali d’argento alla registrazione magnetica, – … la “camera” sta cambiando e con lei tutto il modo di lavorare -. Si parlava di impulsi elettrici su memorie magnetiche. Sulla possibilità di intervenire e manipolare le immagini, le forme, i colori (computer grafica) e che tutto ciò poteva essere trasmesso a grandi distanze così il fotografo, dal suo studio, poteva mostrare le immagini e il suo lavoro senza muoversi. Era già possibile modificare un’immagine fotografica con sistemi di lettura elettronici (lo scanner).
Il cambiamento non avvenne in tempi brevi per motivi tecnici, ma per ragioni di opportunità economica.  La fotografia professionale non aveva bisogno di questa nuova tecnologia così lavorarono per renderla di qualità, semplice da usare ed economica, in poche parole alla portata di tutti.

In quell’anno (1986) il mio professore di fotografia dell’istituto d’arte, Antonello Manno, mi aiutò per realizzare la locandina e la brochure della mia prima mostra fotografica. Aveva un computer, uno scanner, una stampante … era già nel futuro. Non ricordo di aver trovato interessante più di tanto la cosa, visto che fino ad oggi non ci avevo mai pensato.

Dopo vent’anni mi ci sono trovata dentro, catapultata dall’analogico al digitale, dall’ Hasselblad alla Canon EOS 350D, in un colpo solo. Ero frastornata, non ne vedevo l’utilità. “Perché dovevo ricomprarmi tutto per una qualità inferiore?”. Passai due anni per capire se andare in pensione o inventarmi qualcosa. Tutto ciò che facevo in camera oscura, ora tutti potevano farlo con il computer.

I genitori dei compagni d’asilo dei miei figli sfoggiavano compattine digitali ed io andavo in giro ancora con l’Hasselblad. Ad una recita di fine anno usai la macchina fotografica digitale di un papà … era lenta, scattava in ritardo e mi faceva perdere l’attimo. Pensai – E questa sarebbe la nuova tecnologia? A che mi serve? – Comprai una compatta digitale a mia figlia di nove anni. Provai ad usarla … che tragedia, per me era piena di difetti. Certo non spesi molto. Nel frattempo mi documentai leggendo le interviste a fotografi professionisti, capii che era un mondo usa e getta. Non valeva la pena investire come si faceva con l’analogico, perché non sarebbero arrivate ai miei figli. Lavoravo con macchine fotografiche comprate da mio padre nel 1975, con la Rolleiflex acquistata negli anni ’60.

Telefonai all’Hasselblad per parlare con un tecnico e gli chiesi se quella digitale l’avrei lasciata in eredità ai miei figli come ha fatto mio padre, mi rispose di no. - Allora perché io avrei dovuto spendere 32.000 euro? –

Attraverso la lettura delle interviste ai fotografi professionisti cercai di capire quale macchina facesse al caso mio, mi doveva far vedere i particolari dei vestiti da sposa. Le fotografie che vedevo di altri fotografi di matrimonio facevano diventare il vestito della sposa una macchia bianca. E le perline, gli strass, i pizzi, che fine avevano fatto? Tutti quei soldi spesi per un abito per poi non vedere nulla …

Trovai l’intervista ad un fotografo naturalista. Usava la Canon 350D, era il 2006. Le fotografie pubblicate sulla rivista raffiguravano uccelli. Le guardai attentamente nei particolari e notai che il piumaggio bianco era ben definito.

La 350D aveva un prezzo umano, così decisi di comprarla. Solo lei non bastava e dovetti comprare un flash e un PC portatile.

Ero pronta.

L’Aquila 2007. Il primo matrimonio fotografato in digitale

LEZIONI DI FOTOGRAFIA a Pizzoli (AQ)

STATI GENERALI DELLA FOTOGRAFIA

STATI GENERALI DELLA FOTOGRAFIA

Roma, 6 aprile 2017

registrazioni delle sessioni dell’intera giornata del 6 aprile

Proiettare la memoria al futuro. Secondo me vale anche per le famiglie, bisogna stampare le fotografie. I file hanno vita breve e si perdono.

La fotografia è un documento e come tale va custodito e tramandato di generazione in generazione. Quando ereditate le fotografie di famiglia non buttatele, c’è sempre qualcuno pronto a custodirle al posto vostro. Oggi la memoria collettiva è custodita dai social network, ma non basta.

 

I gattini divorano i fotografi?

 

Contatti   ilaria.digiustili@tiscali.it

Al Fotoleggendo 2016

Al Fotoleggendo 2016 ascoltando le letture dei portfoli.

Si ascoltano discorsi fotografici molto interssanti. Chi legge le fotografie dona il suo sapere, si impara molto. Da questi discorsi emerge tutto il mio passato, torno indietro nel tempo. Mi vien da sorridere quando i giovani fotografi dicono ..” Non si può fare …” e prima si faceva in camera oscura. Ora è ancora più semplice.

Ho ascoltato varie letture di portfoli con interesse ma colui che mi ha donato di più è stato Maurizio Garofalo, fotoeditor. Le sue letture sono state delle lezioni di fotografia.

Non ho mostrato le mie fotografie, non mi sono portata la macchina fotografica. Sono andata per ascoltare, ho preso appunti e mi sono sfidata.

Bella giornata.

Buon lavoro a me ;)

PARLIAMO DI FOTOGRAFIA CON I GRANDI MAESTRI

Quattro chiacchiere con Gianni Berengo Gardin: la macchina fotografica   https://www.youtube.com/watch?v=X8SguTk5Cmw

Riflessioni sulla Fotografia

La passione - Costruisci il successo del tuo lavoro attorno a qualcosa che ami – qualcosa che ti riguarda e che è infinitamente interessante per te.

Ascolta attentamente, impara qualcosa ogni giorno, abbi sempre voglia di innovare, diventa un’autorità nel tuo settore in modo che i tuoi clienti si fidino di te. Trarrai una soddisfazione immensa dal sapere che sei riuscita a raccontare un pezzetto della loro vita e che guardando le foto si emozioneranno come quel giorno.

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La fotografia stampata è il metodo più sicuro ed efficace per conservare la memoria storica.

L’hard-disk è destinato a rompersi, per mestiere, presupponendo un salvataggio continuo.

I CD si rompono e si perdono, non garantendo un futuro longevo dello stesso sistema (il vecchio VHS insegna).

Accumulando  le foto, nel tempo diventa complicato gestirle.

E  poi vogliamo mettere quanto è bello sfogliare una album con i fogli di cartone color avorio e ricordare come eravamo ? E magari scrivere le nostre emozioni?

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